Venerdì 6 febbraio la Darsena ha vissuto un momento destinato a rimanere nella memoria sportiva di Milano. La fiamma olimpica ha raggiunto i Navigli accolta da migliaia di persone, famiglie e tantissimi bambini, trasformando il porto cittadino in un grande abbraccio collettivo allo spirito dei Giochi.
In mezzo a quell’entusiasmo c’era anche la Canottieri San Cristoforo, presente sull’acqua e sulle rive per testimoniare il legame profondo tra il movimento remiero e la storia sportiva milanese.
Ad accompagnare la torcia è stato Antonio Rossi, figura simbolo della canoa azzurra, che ha portato la fiamma a filo d’acqua davanti alla folla riunita lungo la Darsena. Un’immagine potente per tutti gli sportivi e, in modo speciale, per i nostri atleti e tecnici.

Un passaggio che unisce la città
La torcia ha iniziato il suo percorso in Bicocca, attraversando luoghi iconici come Parco Sempione, Brera e il Teatro alla Scala, fino ad arrivare alla Darsena, cuore d’acqua della metropoli.
Un viaggio che ha idealmente coinvolto tutta Milano e che la Canottieri San Cristoforo ha sentito proprio, perché si svolge nei luoghi in cui ogni giorno alleniamo giovani, adulti e squadre agonistiche.
L’orgoglio di esserci
Per la Canottieri San Cristoforo essere presenti non è stato soltanto assistere a uno spettacolo. È stato ribadire che chi vive il Naviglio tutto l’anno contribuisce a mantenere viva la cultura dell’acqua, dello sport e dell’educazione attraverso il movimento.
I nostri ragazzi hanno potuto vedere da vicino la fiamma: un simbolo capace di accendere ambizioni, motivazione e senso di appartenenza. Valori che la Canottieri San Cristoforo trasmette quotidianamente dal pontile alle competizioni.
Mentre l’attenzione della città si spostava verso l’accensione del braciere allo Stadio San Siro, in Darsena restava la consapevolezza di aver partecipato a un momento storico.
La fiamma passa una volta. Il lavoro sul territorio continua ogni giorno. E la Canottieri San Cristoforo è pronta, come sempre, a essere in prima linea.
